“Infiniti Passaggi“ è il titolo della Rassegna di opere pittoriche e scultoree di Riccardo Sanna dal 10 al 25 agosto nelle sale tra quella delle Oche e quella del Giubileo, di Palazzo Bonifacio VIII di Anagni.
Per lui significa molto questo immettersi in un immaginario “oltre”, dove le porte materiali divengono accessi a ciò che nel nostro esistere ancora è collocato al dopo, allo sconosciuto e al destino. È una sequela di dipinti che ormai si protrae da anni all’interno del suo studio, come se fosse un “mantra” della ricerca artistica, dell’inseguire, al di là dello spazio, l’orizzonte che dilaga nell’infinito. Sostenuto da questa intuizione Sanna permette l’ingresso in un’altra dimensione di sensazioni, sentimenti, ricordi, sogni, persone, eventi, ponendoli “aldilà della porta”, con evanescenze tipiche del mistero che attrae, affascina, crea timore e a volte impaurisce.
Infatti la libertà dell’immaginare spesso esula da condizioni materiali ed immanenti, crea mondi per ciascuno di noi e noi stessi; appena ne percepiamo, anche se nel sogno, la presenza immediatamente ci immergiamo in loro, ricercando il perché di tanta attrazione. Ognuno lascia che il suo essere si
abbandoni nei mondi diversi che presuppone esistano o si desidera che esistano. E in questa comune condizione in cui la solitudine umana, la cosciente consapevolezza di un futuro paradiso o di un luogo in cui andare, sospeso tra il sogno e l’universo, possa effettivamente far parte di se stesso, diviene desiderio di esserne assolutamente parte, di viverne realmente lo stato di grazia e la dimensione sospesa tra sogno e realtà, tra sgomento e sorpresa, tra dolore e gioia.
Superando le minuzie dei particolari, le opere di Riccardo Sanna, rivelano una velocità esecutiva che è tipica di chi vuole fissare una pressante ed urgente sensazione, una necessità di esprimersi che non permette ritardi, per vedere, quanto prima possibile, il pensiero apparire agli occhi nella sua completezza e nella sua soggettiva visione ed efficacia, così come l’alacre e fecondo pittore che è desidera e realizza.
Numerosi sono i quadri presenti in questa mostra personale che si ispirano a questa sua ricerca e percorso artistico. Si schierano sui cavalletti delle Sale del Palazzo, colorandone lo sfondo di tinte luminose e colori che si fondono tra freddi e caldi, creando un susseguirsi di immagini assolutamente corrispondenti al tema, piacevolmente interrotto da presenze in tridimensione di piccole sculture di bronzo e legno, in un’alternanza che crea una sorta di movimenti e sussulti dell’anima e della memoria, vaganti e sospesi tra l’irreale e il reale.
Paolo Berti, aprile 2024



