Corrado Malanga e Filippo Biondi – Giza, la città nascosta – ATTO FINALE

Era il 12 marzo del 2025 quando a Bologna presso il Centro Congressi Artemide, i componenti del neonato Progetto Khafre (Nicole Ciccolo, Armando Mei, Filippo Biondi e Corrado Malanga), di fronte ad un attento pubblico di quasi mille persone ed il giorno prima di fronte ad una conferenza stampa on line mondiale, si rivolgevano all’intera umanità. Il messaggio era chiaro e semplice e risuonava così: Utilizzando una nuova tecnica radar, siamo riusciti a ricostruire ciò che sempre era stato celato e che si nascondeva dentro le piramidi della piana di Giza e sotto terra. Ora sappiamo che dentro la piramide di Cheope e di Chefren ci sono stanze e corridoi mai scoperti, ancora inesplorati. Sappiamo che sotto la piana di Giza si cela una fitta rete di strutture verticali ed orizzontali che fanno pensare di trovarci di fronte ad una intera città antica, sepolta e costruita sotto la sabbia migliaia di anni fa. La tecnica radar usata è una variante della, così detta Apertura Sintetica, attraverso la quale l’ingegnere informatico Filippo Biondi è stato in grado, attraverso un software originale e brevettato di trasformare segnali elettromagnetici satellitari in informazioni fononiche precise, validate da pubblicazioni scientifiche precedenti, che rendevano questa ricerca perfettamente attendibile. In quella occasione il Mondo si è fermato per un istante. Tutti avevano capito che qualcosa non sarebbe più stata come prima. La storia del pianeta stava per essere riscritta daccapo. Ad un anno di distanza, il progetto Khafre, che era partito utilizzando un satellite Cosmo 2 di seconda generazione, ora aveva a disposizione ben altri tre satelliti appartenenti a differenti società che avevano confermato ed approfondito tutti gli aspetti della ricerca. Ad un anno di distanza, nel luogo da dove questa avventura storico- scientifica era partita, il team si riunirà ancora una volta, per l’ultima volta e fornirà all’umanità gli ultimi dati sulla vera storia della Piana di Giza. Ed in quella occasione, le domande che fino ad oggi la storia aveva avuto paura di porsi, saranno spietatamente gettate sul tavolo della scienza. Quando e chi ha costruito le piramidi di Giza, a cosa servivano, perché si è tentato di costruire una visione alternativa della realtà storica, nascondendo la verità al mondo. Dopo il 21 Giugno 2026, il Mondo sarà ancora spietatamente cambiato perché è ora che l’Uomo di questo pianeta ricordi il suo passato e acquisisca consapevolezza delle sue vere origini.